La Minerva ha messo a rischio il servizio ai disabili

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«Speravo che non si finisse per scaricare i rancori sugli utenti del Cisi». Il consiglio di amministrazione del Consorzio isontino servizi integrati si dichiara «stupito e infastidito» dal comportamento tenuto dalla cooperativa Minerva. Un comportamento che avrebbe finito per «mettere in seria difficoltà la continuità del servizio» offerto dal centro putas residenziale per disabili di via Vittorio Veneto.
La vicenda prende le mosse dalla gara d’appalto per l’assegnazione del servizio di assistenza all’interno della struttura di via Vittorio Veneto. È risultata vincitrice l’associazione temporanea di impresa tra le cooperative Itaca, Codess Fvg e Codess sociale, subentrando dopo cinque anni alla Minerva.
L’avvicendamento – che avrebbe portato ieri al trasferimento degli operatori al Cpt di Gradisca – non è stato però indolore. «La preghiera rivolta alla Minerva, e che rappresenta comunque un obbligo di legge, andava nel senso di garantire la continuità del personale – spiega il presidente del Cisi, Gianfranco Valenta -, ma non è andata così. Non ci si comporta in questo modo: qui non si parla di garantire la pulizia di un ufficio, ma di offrire assistenza a persone, a disabili gravi. Siamo stupiti di quanto avvenuto e non abbiamo esitato a farlo presente al presidente della Provincia Brandolin e all’assessore comunale all’Assistenza Gentile».
La cooperativa presieduta da Adriano Ruchini, a quanto riferiscono Cisi e cooperativa Itaca, «avrebbe ostacolato il passaggio degli operatori da un datore di lavoro all’altro», macchiandosi di «comportamento antisindacale» e mettendo a rischio l’assistenza offerta agli utenti.
Fino alla mezzanotte di martedì la continuità del servizio era infatti in grave pericolo. I timori sono stati stemperati dall’arrivo degli operatori: cinque dei 18 dipendenti di Minerva impiegati al centro di via Vittorio Veneto lavorano ora per Itaca. Gli altri sono stati trasferiti al Cpt.
La cooperativa presieduta da Ruchini si era già difesa nei giorni scorsi: «La volontà dei dipendenti di rimanere con la nostra organizzazione – si legge nella nota diffusa da Minerva – ci ha onorato e in funzione di questa abbiano assicurato a tutti la possibilità di rimanere con noi, con o senza lavoro, comunque ugualmente retribuiti. In funzione di questo, nessuna comunicazione è stata effettuata ai nostri operatori, soci e conseguentemente titolari della propria impresa. Non ci risulta contrario ad alcuna norma nè etica garantire la continuità del lavoro e soprattutto dello stipendio al proprio personale. Le persone videos de torbe non sono merce di passaggio d’appalto bensì risorse sulle quali investire e nelle quali credere».
La vicenda ha comunque infastidito il Cisi. E ad attaccare Minerva è stato anche il consigliere regionale dei Verdi, Alessandro Metz, intervenuto al presidio di ieri mattina davanti alla sede di via Rusjan della cooperativa goriziana.
«La Minerva ha lasciato scoperto il centro per handicappati gravi per spostare il personale al centro di permanenza temporanea di Gradisca – ha sottolineato il consigliere Metz – dando la priorità a quella struttura. È allucinante, questa è una ferita che non può essere rimarginata. E non parliamo dei principi e dell’etica – ha concluso – che dovrebbero stare alla base dell’operato delle cooperative sociali».
Annalisa Turel

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